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L’OPPORTUNITA’ DEI SENSI

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Spesso, dando uno sguardo veloce intorno, diamo per scontato che il nostro modo di vedere le cose sia l ‘unico possibile. Vi propongo un altro invito ad abbandonare la fretta, a tornare a viaggiare lentamente, rimanendo a contatto con le persone e con i luoghi. Un invito a scoprire il mondo attraverso il tatto, i suoni e gli odori.

A Bologna tutto questo è possibile grazie all’associazione La Girobussola, che propone itinerari non convenzionali e personalizzati per i non vedenti. Bologna si può toccare, ascoltare, annusare. Con una prospettiva multisensoriale e con supporto degli ausili specifici, come e mappe tattili, si parte alla scoperta sia del patrimonio storico e architettonico, sia delle abitudini locali, con una particolare attenzione ai piaceri della cucina bolognese.

Il progetto della Girobussola mette a disposizione strumenti di esplorazione non convenzionali e la prospettiva che adottano ci permette di renderci conto dell’importanza delle esperienze non-visive. Dovunque ci si trovi, in una chiesa, in una piazza, in un palazzo, il primo passo è prendere le misure con lo spazio. Percorrerlo tutto con la mano, disegnarsi attorno un perimetro immaginario. (C.Giusberti). Farsi guidare attraverso l’esperienza sensoriale, raccontarla, condividerla, dandole un senso nuovo.

E così anche alcune strutture che non prevedevano percorsi specifici per i non vedenti si sono attrezzate di conseguenza, mostrando così un’apertura nuova a delle realtà esistenti, ma finora forse ignorate.

Sempre a Bologna si trova “Senza Nome”, il primo e unico locale gestito da ragazzi sordi. Un posto che ci costringere a cercare un sistema alternativo per comunicare. La comunicazione diventa più personale, perché per parlare bisogna guardarsi. E’ un posto dove gli udenti si possono mettere in gioco e, abbandonando le proprie sicurezze, sperimentare una sensibilità diversa.

Per ordinare da bere si può tentare di farsi capire attraverso i segni della LIS – un mini-vademecum è stampato persino nelle bustine dello zucchero. Con un incentivo, nel caso del successo nella ordinazione, dello sconto di 50 centesimi.

A “Senza Nome” si può gustare il silenzio, ma è possibile anche apprezzare un concerto d’archi senza concentrarsi sulle note oppure assistere ad una performance dei rapper sordi.

Queste realtà mostrano come un deficit permette di scoprire le risorse, sia al portatore del deficit, sia a chi gli sta intorno. Il deficit viene così integrato in una dimensione pubblica e porta al cambiamento, dei punti di vista in primis. Per ricordarci che, in fondo, le nostre fragilità sono la parte migliore di noi.