RIDUCI, RIUSA, RICICLA


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Il tema dell’ottava edizione della Settimana per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), in programma dal 19 al 27 novembre 2016, è la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi. Anche quest’anno, l’iniziativa è volta a promuovere la messa in atto di azioni di sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti.

Per l’occasione in tutta Italia sono state sviluppate una serie di iniziative. Ad esempio, in Piemonte l’Associazione Culturale Peppino Impastato per tutta la settimana metterà in mostra a Palazzo Lomellini a Carmagnola, la mostra “Araba fenice: riuso funzionale e riciclo artistico” che fa parte di un progetto più ampio che punta alla sensibilizzazione in tema di riduzione, riuso e riciclo.

A Milano sarà allestita la mostra Growings Materials, crescere materiali sostenibili, dove verrà presentata una collezione di materiali emersi da una ricerca e una selezione di progetti su materiali di derivazione vegetale, quelli ottenuti dai fondi di caffè e quelli autogenerativi, creati a partire da organismi come funghi, alghe e batteri nutriti con gli scarti della agroindustria e in grado di dar vita a materiali biocompatibili.

Nelle Marche sarà lanciata la campagna “Meglio sfuso!” con l’obiettivo di avviare un processo di sensibilizzazione nelle attività commerciali presenti sul territorio comunale di Pedaso per favorire all’interno dei locali l’installazione e l’utilizzo dei distributori automatici di prodotti alla spina: detersivi, cereali, farine e pasta.

In Emilia Romagna, a Cattolica, in occasione della SERR, il Car Boot Sale torna nell’edizione ecologica. Si tratta di un mercatino del riuso che si ispira alla tradizione inglese dei Car Boot Sale, in cui i cittadini (non commercianti) riempiono la propria auto degli oggetti conservati in cantina o in soffitta per rivenderli, trasformando il baule in una bancherella. L’idea è di dare una nuova vita ai propri oggetti usati riducendo quindi gli sprechi e l’immondizia.

Alcuni dati riportano che ciascuno di noi produce in media 156,92 kg di rifiuti da imballaggio all’anno. Un caso di studio presentato in una delle precedenti edizioni della SERR ha dimostrato che una famiglia media di 3 persone con la sua azione può arrivare a risparmiare fino a 6.000€ all’anno complessivi ed evitare circa 1,5 tonnellate di rifiuti. La vita a “rifiuti zero” è un ideale dal quale la maggior parte di noi è ben lontana. I rifiuti da imballaggio sono strettamente legati al nostro modello di consumo e rappresentano un problema sempre più rilevante, specialmente se non differenziati.

Ridurre, riutilizzare e riciclare sono non solo delle parole entrate nel nostro vocabolario, ma delle azioni che devono far parte della nostra quotidianità. Non solo per ridurre gli sprechi, ma anche per preservare le risorse della Terra che non sono inesauribili.

Ridurre i consumi e gli sprechi, ridurre i costi e i rifiuti. Riutilizzare gli imballaggi e gli oggetti che abitualmente acquistiamo. Riciclare i materiali per non prosciugare le fonti delle risorse naturali e per diminuire il costo e l’impatto dello smaltimento dei rifiuti. Tutto questo significa ridurre l’impatto ambientale della nostra quotidianità.

Dovrebbe essere ormai chiaro che il contributo di ognuno di noi è assolutamente necessario, e in fondo non richiede uno sforzo sovraumano. Possiamo evitare di acquistare i prodotti eccessivamente imballati, prediligendo quelli sfusi, possiamo autoprodurre il cibo, i prodotti per igiene e pulizia, i cosmetici, possiamo dare una nuova vita alle cose, quindi riciclare e riusare.

Bisogna ricordarsi che dietro ad ogni cosa c’è una risorsa naturale e l’energia che è stata utilizzata per produrla, c’è inoltre il lavoro e la fatica delle persone. Solo ritornando a riconoscere e a rispettare il valore di ciò che ci circonda, possiamo tentare di salvare quello che ancora rimane. E lo possiamo fare condividendo la bellezza. Gli oggetti possono essere recuperati, trasformati e riutilizzati. Possono trovare una nuova collocazione e un uso alternativo.

Con un po’ di fantasia e con l’uso di alcuni materiali di recupero (come carta delle uova di Pasqua, nastri dei pacchetti regalo, vecchi calzini, pezzetti di stoffa, bottoni, frammenti di braccialetti rotti) i barratoli, i vasetti, i contenitori di plastica o di allumino, le bottiglie invece di finire nelle discariche, si trasformano in oggetti di arredo e di uso quotidiano: portapenne, vasi per piante, contenitori per alimenti ecc.

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