CIBO – ESPRESSIONE DI AMORE


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Si potrebbe pensare che Minimalogico sia un blog di cucina. Non lo è. Ma l’attenzione al cibo e quindi lo spazio dedicato, non sono casuali.

Non si può negare l’importanza del cibo. Il cibo è nutrimento. Quindi sopravivenza. Non a caso le mamme si preoccupano per l’alimentazione dei loro figli. Nutriamo i bambini per mantenerli in vita, per farli crescere, per farli star bene. Già, il cibo è strettamente legato al benessere.

La questione dell’alimentazione va quindi ben oltre il “salutismo” o “l’ambientalismo”. Il cibo è nutrimento per il corpo e per l’anima.

Tra le righe delle domande “Hai mangiato?”, “Hai fame?”, si legge “Ti voglio bene”. Preparare da mangiare, scegliere con cura gli ingredienti, tenere in considerazione i gusti dei commensali, i loro bisogni – tutto questo è l’espressione d’amore. La vita sociale si concentra spesso intorno al tavolo. La condivisione del cibo intensifica e fa crescere le relazioni.

Il cibo è fonte di piacere: l’odore, il sapore, la consistenza ci regalano sensazioni gradevoli. Alcuni sapori ci riportano certi momenti, belli, intensi, ci fanno pensare con nostalgia all’infanzia, a casa, a luoghi lontani nel tempo e nello spazio. Altri ci portano alla scoperta del nuovo, dello sconosciuto, all’avventura.

Il rapporto con il cibo racconta molto di noi, scopre le nostre fragilità, le nostre insicurezze e preoccupazioni. Il cibo può essere fonte sia di gratificazione che di disagio. Dietro i disturbi alimentari si cela un mondo di inadeguatezza, di angoscia, di sofferenza.

C’è qualcuno che ancora mi vuole convincere che certe creme spalmabili sono la cosa più buona del mondo. Per carità, non discuto sui gusti personali! A me piace il cacao e le nocciole, ma per qualcuno grandi quantità di zucchero semolato e di grassi di scarsa qualità possono essere più buoni. Non posso comunque ignorare il fatto che le scelte alimentari altrui influenzano anche la mia vita, quella dei miei figli, e delle generazioni a venire. E io per i miei figli voglio il meglio.

Le nostre scelte alimentari non riguardano solo noi e i nostri cari. Nel mondo del profitto dietro la nostra pancia piena c’è spesso la pancia vuota di qualcun altro. Questo non significa che dobbiamo sentirci in colpa per ogni boccone ingerito. Anzi, facendo attenzione alle scelte che facciamo ci potremmo godere più in pace i nostri pasti.

Non va ignorato che l’etica della maggior parte dei produttori, delle multinazionali in particolare, perde di vista il rispetto per l’ambiente e per la salute, quindi per la vita. L’etica del profitto non si preoccupa della nostra sopravvivenza. Dove regna lo sfruttamento, lo spreco e l’inganno, non c’è benessere, non ci può essere felicità.

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