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NOSTALGIA DEL VUOTO A RENDERE


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In greco, «ritorno» si dice nóstos. Álgos significa «sofferenza». La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare.

Milan Kundera, L’ignoranza

Anche oggi ho buttato una busta piena di vetro e plastica. E poi ci sto attenta, io. Non abbastanza, evidentemente. Ma mi impegno a non produrre troppi rifiuti, riciclabili e non.

Penso sempre più spesso con nostalgia ai tempi passati e ai luoghi lontani. Dove e quando non si conosceva l’abbondanza. Non si impazziva davanti a centinaia di shampoo prima di sceglierne uno. Lo shampoo era uno solo. Se c’era. Altrimenti si lavava i capelli con la saponetta e si risciacquava con l’aceto.

Si conosceva la preziosa arte dell’arrangiarsi, madre della creatività.

Non si sentiva il bisogno di certi “beni”, semplicemente perché non si era a conoscenza della loro esistenza. Altri li desideravamo tanto, ma sapevamo aspettare. Che gioia quando finalmente arrivavano! I giocattoli ci tenevano compagnia per anni, non finivano in discarica nel giro di pochi mesi. I bisogni erano reali e non indotti.

Non si diceva “Le banane mi fanno schifo”. O non conoscevi proprio il loro sapore, oppure ti arrivavano ogni tanto da luoghi lontani, insieme alle arance, alle noccioline e al cioccolato Kinder – che all’epoca era davvero “Kinder”, non Ferrero. Sapeva di raro, speciale. Sapeva di buono.

Il vuoto era vuoto a rendere, non vuoto a perdere. E non parlo del vuoto esistenziale. La sera lasciavi le bottiglie vuote davanti alla porta e alla mattina, come per magia, trovavi le bottiglie piene di latte.

Le bottiglie erano in vetro. Per acquistare le bevande si portavano indietro le bottiglie vuote. Oppure si andava nei punti di raccolta per portare le bottiglie vuote e recuperare qualche centesimo. Già, perché anche i centesimi avevano un valore. Si stava più attenti.

Ora produciamo, usiamo e gettiamo tonnellate di imballaggi. Non tutto viene riciclato. Non tutto si può riciclare. L’impatto dei rifiuti sull’ambiente è devastante, e i costi della raccolta e del riciclaggio sono eccesivi.

La mia nostalgia dunque non è solo il segno dell’età che avanza. Non sarebbe male tornare alle vecchie, buone abitudini.