Monthly Archives: April 2013

MESSAGGIO PER LA PANCIA


pre-parto

In relazione al post MAMME: L’IMPORTANZA DELL’ESSERE questo è il mio pensiero per le mamme.

Quando si conclude il percorso “Nasce un bimbo nasce una mamma” io le amiche e colleghe, Maddalena e Daria, con cui lo conduco, lasciamo sempre un nostro pensiero e augurio alle mamme.

Il contenuto è personale e anche il “confezionamento”.

Il colore del foglio è legato al sesso del bebè e il contorno è seghettato perché la relazione mamma-bambino, a mio avviso è un sali e scendi infinito. Dal momento in cui nella mente si crea lo spazio per desiderare un bebè, ogni momento è un picco, di gioia, di stupore, di preoccupazione, di ansia, di amore, ma soprattutto di messa in discussione personale.

Il petalo rappresenta lo sbocciare di una parte di sé che quella di madre e l’arancione è il colore della maternità: il sole nascente, l’inizio di un nuovo giorno e diviene il colore della crescita e della gioia.

Il filo che lega il biglietto (bebè) e il petalo (madre) è una treccia di fili di lana: il cordone ombelicale. Legame prima fisico e poi psicologico che viene reciso nella realtà della nascita, permettere al bambino di alimentarsi direttamente dal seno della madre e di continuare a dipendere da lei e che per tutte le volte in cui simbolicamente verrà reciso (svezzamento, adolescenza…) rimarrà sempre psicologicamente intatto nella sua funzione di contatto affettivo.

I materiali sono tutti di riciclo; fogli colorati che usa il mio bimbo per disegnare, i petali sono emersi dalla cantina, la loro origine è sconosciuta o per lo meno “antica” e la lana è del baule della nonna.

Curiosità sui petali
http://www.giardinaggio.net/fiori/significato-dei-fiori/petali-di-rosa.asp

 

MAMME:L’IMPORTANZA DELL’ESSERE

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Oggi si è svolto l’ultimo incontro del percorso di accompagnamento alla nascita “Nasce un bimbo, nasce una mamma” che conduco con le colleghe e amiche, Maddalena, ostetrica e Daria fisioterapista.

Le mamme partoriranno tra un mese e noi lunedì ripartiamo con un nuovo gruppo e quindi un nuovo viaggio.

L’obiettivo per cui abbiamo dato vita a questo progetto che chiamiamo e consideriamo un percorso e non un corso, è quello di occuparci delle mamme in gravidanza, soprattutto dal punto di vista emotivo.

L’idea è di lasciare fuori il superfluo e soprattutto il commerciale legato alla gravidanza e alla nascita di un bambino e guardare/sentire ciò che accade dentro, dentro la mamma; nella sua emotività, nella sua pancia. Proprio per questo il percorso si svolge in un luogo piccolo, caldo, arredato sobriamente; la tavernetta di una casa adibita a spazio per mamme e bebè con la tisana del buon’umore sempre calda nel thermos. Poche mamme per poter condividere ed esprimere i propri vissuti, preoccupazioni, scoperte, domande.

Tutte e tre condividiamo l’importanza di mandare due messaggi; il primo è che alle mamme serve uno spazio sicuro, “al femminile” in cui poter esprimere, condividere, affrontare, esorcizzare paure e ansie, come le donne hanno sempre fatto e sanno fare tra di loro e secondo, che ai loro cuccioli serve una mamma che si permetta di “essere ciò che è” prima per poterlo fare anche quando lui occuperà tutta la sua vita, almeno nei primi mesi di vita. Tutto ciò non si compra, si “vive”. Quello che si compra è un “di più” alla relazione mamma-bambino che nei primi mesi è tutto ciò che serve ad entrambi. Per cui comprare per noi significa avere (anche usato) l’essenziale per poter praticamente “trasportare” il bebè. Meglio ancora, farselo prestare da amici parenti o colleghi oppure fare come Maddalena; “inventarsi” e poi realizzare cuscini, tappeti e giocattoli minimal, ecologici e funzionali per le sue bambine. Tre libri rispetto a questo tema, oltre ai tanti blog che hanno guidato me per prima e che mi piace consigliare sono “Bebè a costo zero” di Giorgia Cozza, “Libertà e amore. L’approccio montessoriano per un educazione secondo natura” di Elena Balsamo e “L’essenziale per crescere. Educare senza il superfluo” di Daniele Novara e Silvia Calvi.

Per il proprio bambino che nascerà è inevitabile il desiderio, prima della sua nascita di voler preparare un nido nella sua nuova casa, ed è importante, non solo praticamente ma anche psicologicamente farlo. Come si è creato uno spazio nella propria mente per pensarlo per poi cercarlo, così si crea uno spazio fuori da sé e dalla propria pancia, spazio che lo ha cresciuto, coccolato, protetto per tutta la gravidanza. I modi con cui si creano questi spazi, nella mente, nel corpo/pancia, in casa possono essere molti, diversi e tutti rispettabili. Quelli che noi cerchiamo di percorrere insieme alle mamme, che conosciamo al settimo mese di gravidanza, sono quelli del contenimento e del calore. Sentire l’importanza di contenere il proprio bambino e sapere di poterlo fare oltre che con il proprio abbraccio, anche con la coperta che si ha già in casa o decidere di farlo con quella che la nonna sta facendo a maglia o con un proprio indumento, perché anche l’odore sia un calmante naturale è ciò che cerchiamo di trasmettere.

Quello che facciamo nel percorso è di favorire il bonding prenatale ovvero il contatto pre-natale mamma bambino, attraverso informazioni, visualizzazioni, esercizi corporei e psicologici. Un libro fantastico e davvero utile per ogni mamma che voglia comunicare con il suo bimbo è “Il dialogo nei nove mesi” di G. Ferrari. Un’esperienza personale e assolutamente condivisibile con chi crescerà il bambino assieme alla mamma e sorelline o fratellini del bebè in arrivo. Per chi è appassionato di yoga o discipline orientali, della stessa autrice è molto interessante “Dalla grande madre al bambino”.

Ciò che non abbiamo voluto far mancare sono anche due grandi passioni che io Daria e Maddalena condividiamo: la lettura e la musica. Per questo grazie all’esperienza e alla preparazione di persone che sono diventate compagne di viaggio e che fanno parte della Cooperativa Il Mosaico abbiamo voluto introdurre nel percorso i progetti “Nati per leggere” e “Nati per la musica”. Attraverso letture e suoni, ludici e divertenti, mamme, papà, nonni, zii, si proiettano già in una dimensione in cui per terra, seduti, o sdraiati condivideranno con i bebè il piacere di sfogliare, toccare, annusare, ascoltare, giocare con i libri e gli strumenti musicali. Inoltre il messaggio è; ogni cosa che si ha in casa può diventare uno strumento musicale e ogni pezzo di carta un “qualcosa” da leggere, stropicciare..consultare solo come i bambini sanno fare!!!!Leggere e ascoltare stimolano la curiosità…per la vita!

Noi, le relazioni che stabiliamo, le emozioni di cui le carichiamo, il nostro sentire, sono il motore e la benzina di cui si nutre il nostro bimbo e l’imprinting in base al quale deciderà come approcciarsi al mondo. Quello che gli compriamo può essere per lui uno strumento attraverso il quale “passare” o sul quale “imprimere” il proprio essere attraverso un segno o un ricordo, o qualcosa senza il quale pensa di non poter essere. Sta a noi adulti scegliere.

 

I SEGRETI DEL PANE: PANE SEMINTEGRALE

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“Non consiglio di fare il pane, può diventare una passione pericolosa come la poesia. Il pane è una vocazione piuttosto malinconica, che richiede principalmente tempo libero per l’anima. Il poeta e il panettiere sono fratelli nel fondamentale compito di nutrire l’umanità.” (Isabel Allende, Afrodita: Racconti, ricette e altri afrodisiaci)

Nel ritmo frenetico di una vita stressante non c’è spazio per la preparazione del pane in casa, visto che richiede tempo, pazienza e dedizione. Invece nella mia vita ho creato questo spazio e preparo il pane sia secondo delle ricette tradizionali, che quelle moderne e sorprendenti.

Autoproduzione del pane non assicura purtroppo il risparmio, considerando il prezzo delle farine biologiche (che vi consiglio) e l’uso del forno oltre all’impiego di tempo e di energia. Però consente di gustare un prodotto buono e genuino, oltre ad aiutare a limitare i danni causati dagli additivi chimici e da altri ingredienti contaminati.

Uno dei miei sapori preferiti è quello del pane semi-integrale che mi ricorda il sapore del pane della mia infanzia. Per fare questo pane servono:

15 grammi di lievito naturale, 680 grammi di farina di frumento, 50 grammi di farina integrale di segale, 50 grammi di farina di frumento integrale, acqua, 1 cucchiaino colmo si sale, olio evo (da spalmare nella ciotola).

Cominciamo la sera prima: aggiungiamo 2 cucchiai di acqua tiepida e il lievito naturale (15g) a 80 grammi di farina di frumento. Mescoliamo bene e copriamo il recipiente con un canovaccio e lasciamo in un luogo caldo per 12 ore. In questo tempo il composto dovrebbe raddoppiare il suo volume.

La restante farina va montata con mezzo litro di acqua tiepida fino ad ottenere una palla. La copriamo e la lasciamo riposare per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo, aggiungiamo il sale e il composto con il lievito e lavoriamo tutto per circa 5 minuti in modo da ottenere un impasto compatto ed elastico. Formiamo una palla, la mettiamo in una ciotola unta con l’olio e copriamo con la pellicola. Lasciamo in un luogo caldo per un paio d’ore.

Stendiamo l’impasto su un piano di lavoro, quindi riformiamo una palla, la mettiamo nella ciotola e ricopriamo con la pellicola. Lasciamo lievitare l’impasto per altre 2 ore. Trascorse le 2 ore, formiamo una pagnotta e la lasciamo riposare 20 minuti, quindi la trasferiamo nel cestino per la lievitazione antecedentemente infarinato. Lasciamo in un luogo caldo per circa 3 ore.

Sulla pagnotta lievitata facciamo degli intagli e inforniamo per 45 minuti in un forno preriscaldato a 220 gradi. Nei primi minuti della cottura spruzziamo il forno con acqua.

Questo procedimento è abbastanza lungo e può sembrare complicato, ma vi assicuro che ne vale la pena provare! Attenzione però, può diventare una passione pericolosa!